Uruaú

Uruaù: segnatevi questo nome. Un paesino con tre strade, le case basse e colorate, la chiesa cattolica e quella protestante, un’infilata di barracas da praia e…nient’altro. Ma questo nulla fa la differenza. Qui ci si rigenera davvero, relax diventa regola di vita, la natura, la genuinità e l’accoglienza della gente sono il balsamo miracoloso. Verso l’imbrunire si va ad assistere all’aula di capoeira tenuta da maestri della disciplina ai ragazzi del paese. Tutti indossano la classica divisa bianca cinta dalle corde che indicano in base al colore il grado di abilità, da principiante a maestro. Il sole al tropico cala presto e la notte è segnata da chiacchiere al bar, birra e caipirinha. A proposito: il noto cocktail è nato qui. Per ottenerne una super i segreti sono un’ottima cachaça – il distillato di canna da zucchero locale – lime verde, melassa di zucchero e ghiaccio tritato. E poi a dormire (a parte il fine settimana quando la fiesta è garantita al ritmo del forrò) perché le giornate iniziano presto, il sole alle cinque è già alto e per chi non cede all’ozio c’è tanto da fare… come fare il saluto al sole sulle dune, passeggiare sulla battigia e raggiungere a piedi i paesini vicini fermandosi per un assaggio di gamberi appena pescati in una delle tante Baraca, o rimanere mollementi distesi in una delle tante lagune che si formano con le maree o sulla sabbia bianchissima.