Palmeira & Canto Verde

Guardando verso sud, si percorre l'entroterra, lasciando la costa almeno per un istante. Il paesaggio cambia e cambia lo stile di vita della popolazione. Piccole comunità di fazenderos vivono semplicemente, coltivando manioca, palma da cocco, il cajueiro (l’albero degli anacardi) e fagioli. Lunghe strade di terra battuta rossa tagliano a metà sconfinati latifondi, alcuni dei quali di proprietà degli stessi fazenderos. A Palmeira la comunità vive intorno alla piccola chiesa, alla scuola e al market, peraltro rifornitissimo. Tra strette di mano cordiali e una sincera ospitalità, si intuisce la profonda dignità della gente, mista a un pizzico di curiosità per i forestieri.

Si torna sulla costa, verso Prainha do Canto Verde. Bisogna venirci apposta, qui non si arriva per caso. Nel villaggio si tramanda di generazione in generazione l’arte della pesca. Ci abitano 250 anime, tutte appartenenti alla stessa famiglia allargata, e la vita è scandita dai tempi delle maree. Un luogo nascosto, protetto alle spalle dalla costa con dune alte decine di metri e di fronte da un’oceano smeraldo dalle acque caldissime. Tra giornate di pesca e di siesta, tra cibo sano e mare, la vita scorre serena. Lo si vede scritto negli occhi di coloro che abitano questo angolo appartato di mondo.

Piccole ‘jangadas’ entrano nel mare e restano al largo per giorni interi. Di notte in ogni ‘jangada’ i pescatori si ritirano sotto le tavole della barca, per ripararsi dal freddo, dal vento e dalle onde che bagnano la superficie. Ma uno di loro deve rimanere sveglio, fuori, tutta la notte: c’è una lampada a gas che deve restare accesa, nel buio totale, per evitare che le navi che incrociano  li travolgano.

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